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Bologna Didjeridoo School

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Bologna didjeridoo school10°ANNO

Dico spesso ai miei allievi che non insegno (solo) tecniche bensì provo a trasmettere una esperienza. La differenza fondamentale e l'unicità del corso proposto può riassumersi in queste poche parole. Sono fermamente convinto del fatto che la musica debba essere il mezzo attraverso il quale divenire interpreti di se stessi. Il perno attorno a cui ruota l'insegnamento quindi, sono le "BASI" e i "PRINCIPI". Le "BASI" sono il riferimento esperienziale che è e energetico e di pensiero, di significato che attribuiamo all'uomo, prima di tutto, con la sua centralità, alle sue emozioni: la sua spinta alla ricerca. Un aspetto non riassumibile in queste poche righe. I "PRINCIPI" fondamentali sono quattro: attenzione concentrata su di sé, corretto rapporto col corpo, corretto rapporto col respiro e corretto rapporto col ritmo. 

ManualePer sviluppare tali temi il corso ha una durata annuale e, per l'approfondimento, triennale. Non essendo finalizzato all'efficenza, ne tantomeno, esclusivamente, al padroneggiamento virtuosistico di una o più tecniche, bensì all'approfondimento di una esperienza, non devono stupire approccio e durata del corso. Nell'arco di quasi dieci anni di studio di cui sei di insegnamento con un corso settimanale stabile, si è inoltre sviluppato un lavoro di scrittura delle partiture ritmiche originale che ancor oggi si arricchisce di nuovi elementi, stimoli e spunti, da parte degli stessi allievi.

 

La respirazione circolare per strumenti a fiato

Informazioni sul manuale didattico

 


Una lezione sul didjeridoo musicale

Qualcuno mi chiedeva una spiegazione dettagliata degli intervalli melodici col didjeridoo, ascendenti e discendenti, noti anche come overdrive e jaw drop (che a parte dei vaghi rimandi figurativi spiegano ben poco e molto confusamente cosa si va a fare).

Come potete ascoltare e vedere, nella comparazione tra pianoforte e didjeridoo nel video linkato è possibile ottenere degli intervalli melodici oltre che armonici. Se negli intervalli armonici si ode al contempo e la fondamentale e il suo armonico multiplo di frequenza, negli intervalli melodici si va a cambiare l'intonazione della fondamentale stessa.

Per ciò che concerne gli intervalli melodici ascendenti è necessario esercitare una maggiore pressione labiale in concomitanza ad una maggiore spinta dei muscoli addominali. L'effetto, noto nell'ambiente del didgeridoo (e musicale in generale) come overdrive, avrà come conseguenza un cambio di nota in senso ascendente e, conseguentemente un aumento di volume. La colonna d'aria, venendo compressa si accorcierà, alzando il tono del vostro strumento. Ecco anche spiegato il motivo per cui la gestione della pressione nel didgeridoo è fondamentale, non solo perché incide sul volume sonoro ma soprattutto perché potrebbe portarvi involontariamente a stonare.

Al minuto 2.31 del video, si passa dalla nota E (mi) a F (fa).

L'intervallo melodico discendente (anglofonizzato come jaw drop, lett. mascella che gocciola!) è sicuramente più complesso da conquistare tecnicamente parlando.

Possiamo subito constatare che, se il principio della pressione vale per l'intervallo melodico ascendente vale anche per quello discendente. In altre parole, diminuire la pressione di spinta ha come conseguenza un abbassamento di nota ed indirettamente una abbassamento del volume sonoro. Ma ciò non basta ad ottenere un chiaro e preciso intervallo melodico, che come dice la stessa parola deve essere ottenuto con un intervallo di una distanza consona dalla fondamentale per evitare di stonare. Essendo la colonna d'aria del didjeridoo fissa e cioè non variabile con l'uso di una coulisse, come avviene nel trombone o di pistoni, come per la tromba, dovremo letteralmente allungare la stessa colonna d'aria prolungandola nella cavità ottenuta dall'abbassamento della mascella.

Al minuto 2.44 del video potete ascoltare e vedere il passaggio dalla fondamentale in E (mi) alla nota D (re) con un intervallo discendente di 1 tono.

L'esercizio che propongo per esercitassi è il seguente: TI  TO UON (INSPIRO)
…dove sul TO, si abbassa la mascella. E' indispensabile che all'abbassamento di mascella corrisponda una diminuzione della pressione di spinta, altrimenti andremo a compensare l'allungamento della colonna d'aria non avvertendo un intervallo melodico discendente precisamente intonato. La difficoltà maggiore sta nel continuare a far vibrare le labbra (che rimangono in posizione) nonostante la diminuizione della pressione e l'abbassamento della mascella.

Buona pratica a tutti!